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Santi esorcisti > San Ciriaco D. e M.
SAN CIRIACO DIACONO E MARTIRE
Ciriaco nasce in era dioclezianea da una nobile famiglia. Convertitosi al cristianesimo viene eletto diacono della chiesa romana. Uomo di cultura, amante della filosofia, Ciriaco testimonia la fede cristiana, battezzando i pagani e operando già in vita numerose guarigioni, prodigi ed esorcismi. Libera dal demonio anche la figlia di Diocleziano e quella del re di Persia. La testimonianza di fede, accompagnata da segni prodigiosi e straordinari, gli costa la tortura e la decapitazione nel 305, sotto l’imperatore Massimiano Erculeo, feroce persecutore dei cristiani.
Le sue spoglie vengono subito custodite e venerate a Roma nella Basilica di Santa Maria in via Lata e le sue reliquie vengono traslate a Torre Le Nocelle (AV) l’8 agosto 1635, dove sono conservate in un busto ligneo raffigurante il Santo. Il simulacro raffigura S. Ciriaco con abiti diaconali, con la palma del martirio e il libro degli esorcismi in mano. La data di arrivo delle reliquie segna l’inizio del culto torrese di S. Ciriaco e di una serie ininterrotta di grazie straordinarie.
Oltre alla tradizione orale, un prezioso manoscritto dell’arciprete di Torre Le Nocelle Don Clemente Penna (1702-1716), rinvenuto da Don Michele Bianco, attuale rettore del Santuario, attesta già a quel tempo guarigioni e liberazioni dal demonio per intercessione del martire cristiano.
Don Clemente Penna dal 1706 trascrive e certifica per diversi anni sul registro parrocchiale le grazie ed i miracoli di cui è testimone, attribuiti a San Ciriaco.
Racconta di moribondi istantaneamente sanati, di guarigioni da febbri, isteria, paralisi, sordità e da molteplici infermità; di dolori che cessano e di arti che si risanano, di liberazioni dal demonio, ottenute dopo l’unzione con l’olio della lampada che ardeva davanti alle reliquie del Santo, o dopo un pellegrinaggio del malato o dei familiari presso le sue reliquie.
Tra il 10 e l’11 agosto 1961 la chiesa parrocchiale di Torre Le Nocelle prende fuoco, a causa dei grossi ceri votivi accesi, che si sono liquefatti. Tutto brucia. La statua lignea del Santo, che ne conserva le reliquie, è avvolta dalle fiamme, ma resta prodigiosamente intatta. Domato l’incendio, il popolo in lacrime per il prodigio, porta immediatamente la statua del Santo in processione e grida al miracolo.
Nel 1991, per opera solerte del rettore don Michele Bianco, la chiesa di San Ciriaco assurge a dignità di Santuario. Nel 1993 egli ottiene dal Card. Camillo Ruini, vicario generale di Giovanni Paolo II per la città di Roma, il dono dell’insigne reliquia del sangue di San Ciriaco, allora custodito nella Basilica romana di Santa Maria in via Lata. Da quel momento le grazie nel Santuario di Torre Le Nocelle si moltiplicano e i pellegrini accorrono sempre più numerosi e il culto del Santo si diffonde a maggior gloria di Dio.
Oggi più di prima, in questo luogo benedetto dove cielo e terra si incontrano, la comunione dei santi non cessa di esprimersi e concretarsi, indicandoci in filigrana il senso della vita e della storia. Il sangue e l’esempio dei martiri, unito al sacrificio di Cristo, non cessa di dimostrarsi fecondo seme di conversione e di Vita.
La tradizione ciriacana non si è spenta e da quattro secoli anche oggi, nel Santuario di Torre Le Nocelle, il Signore concede copiose liberazioni dal demonio e guarigioni da mali dichiarati incurabili dalla scienza medica, per la potente intercessione di San Ciriaco.
Patrizia Cattaneo, da Il Santuario dei prodigi, Ed. Segno
Siti consigliati per approfondire: www.gruppopsanciriacodm.it
DA TAHITI AL SANTUARIO DI SAN CIRIACO
Il 14 novembre 2008 padre Joël Auméran e padre Bruno Ma’i, rispettivamente Vicario Generale e Vicario Episcopale di Tahiti, hanno fatto visita a padre Bianco con un gruppo di fedeli, per approfondire le conoscenze in materia di esorcismi. I nomi dei due illustri ospiti compaiono nella lista dei tre candidati all’imminente elezione del nuovo Vescovo di Tahiti. Padre Bruno è responsabile del Rinnovamento carismatico di Papeete. Guarito nel 1982, durante una messa di padre Emiliano Tardif in Polinesia, è poi diventato sacerdote.
Il gruppo era guidato da Patrizia Cattaneo, che in mattinata ha tenuto una conferenza in francese su carismi ed esorcismi. La relatrice ha spiegato al pubblico di oltreoceano l’azione ordinaria e straordinaria del demonio, precisandone i limiti e l’utilità nel progetto divino. Ha poi risposto alle domande più disparate dei fedeli e dei prelati, «esorcizzando» le comuni paure sul diavolo, alla luce del Vangelo, del Magistero, del pensiero tomista ed ignaziano. Alla fine il Vicario Generale si è congratulato per la preparazione teologica, la chiarezza espositiva senza fantasie e sbavature e l’impostazione cristocentrica della materia trattata, riconoscendovi un autentico carisma.
Nel pomeriggio i prelati sono stati ricevuti da padre Michele Bianco a cui hanno esposto le problematiche dell’arcidiocesi di Papeete. Interessati al discernimento circa influssi diabolici e disturbi psichici, i Vicari lo hanno intervistato, sottoponendogli i loro dubbi.
I prelati sono passati poi alla parte pratica, partecipando all’esorcismo e rimanendo impressionati dal loro incontro con il diavolo, che da perfetto poliglotta li minacciava in francese e reagiva al contatto con il sacro, proprio come è descritto nei Vangeli. I prelati l’hanno definita «un’esperienza unica», con un solo difetto: «troppo breve».
A Tahiti, hanno detto, c’è gente che fa di tutto: magia, vodoo, parapsicologia e i cristiani sono sbandati, non hanno più discernimento. A volte nello studio dei maghi ci sono statue di Gesù, di Maria e dei santi, come su un altare, e la gente non sa più distinguere ciò che è bene e ciò che è male. Partecipare all’esorcismo è stata per loro un'esperienza costruttiva, che al ritorno in patria hanno condiviso con il loro Arcivescovo.
Nella foto da sinistra: p. Joël Auméran, p. Michele Bianco e p. Bruno Ma’i
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