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Carismatici
INTERVISTA A DON MICHELE BIANCO
Don Michele cosa sono i malefici?
Ci troviamo di fronte a un vero e proprio elemento magmatico, sul quale non c’è il pronunciamento ufficiale della Chiesa. Molte persone che vengono da me, dichiarano di essere vittime di mali oscuri, per essere andate da maghi, fattucchieri, operatori dell’occulto in genere, e di avere ricevuto da loro una risposta univoca: “sei stato affatturato” oppure “hai subito diversi malefici intergenerazionali, genealogici, fin dalla nascita...”. Anche qui un distinguo è necessario. Dal 1999 la riforma del Rituale Romano degli esorcismi non prevede più la possibilità di interferenze da parte dei malefici sulla possessione diabolica. Parla solo di esorcismo super obsessos, per specificare che è soltanto la persona ad essere oggetto di possessione diabolica e le voci fattura o maleficio - che è causa immediata della fattura - sono state completamente cancellate. Per cui, non essendo una verità di fede, rimane direi un fatto esperienziale con il quale noi esorcisti veniamo spesso a contatto. Io personalmente sarei del parere - sulla linea di Padre Gabriele Amorth, Padre Cipriano de Meo, don Raoul Salvucci e tanti altri esorcisti - di ammettere che concretamente ci sia questa interferenza di “sacramentali del male”, cioè sacramentali alla rovescia, ma non esagererei né metterei eccessivamente l’enfasi su questo aspetto.
I malefici o “sacramentali del male” sono sempre efficaci o possono fallire o colpire persone a cui non erano diretti? Come ci si difende?
Normalmente coi malefici si colpisce chi si vuole colpire. Io credo che la persona che vive in grazia di Dio, che ha una vita sacramentale attiva, e che si sforza di fare la volontà del Signore fino in fondo, difficilmente possa essere colpita, anche se si registrano casi di persone eccezionali, anche di santi, che il Signore ha voluto sottoporre a durissime prove. La permissione divina circa l’azione straordinaria del demonio in soggetti che vivono una vita santa può servire per formarli ulteriormente alla santità. Siccome il sacramentale agisce ex opere operantis (cioè in riferimento al grado della fede di chi lo utilizza), alla stessa maniera il maleficio, che è un sacramentale alla rovescia, agisce ex opere operantis nel male della persona che lo riceve, quindi, se il soggetto è abituato al peccato, ne è sicuramente più facile preda. Eccezionalmente potrebbe anche verificarsi che si colpisca una persona a cui il maleficio non era diretto, ma ripeto: sempre e solo per permissione divina, perché il Signore vuole trarre da questo momento negativo di male un’esperienza positiva di bene, per accrescere la fede della persona eventualmente già in grazia di Dio, o per condurre a conversione attraverso questa esperienza di male chi vive costantemente o frequentemente nel peccato.
Si sente parlare di immaginette e oggetti sacri maleficiati: è possibile? Che interesse ha chi li distribuisce?
L’interesse è di confondere. Se noi andiamo nello studio di un mago vediamo che spesso alle pareti sono appesi quadri della Madonna di Lourdes, Padre Pio o altri santi noti ed importanti. Così, attraverso l’imbroglio, questi grandi falsari e collaboratori del demonio confondono gli animi dei semplici. Le immaginette in sé, se benedette, si caricano della potenza dei segni sacramentali, se non benedette sono immagini rappresentative della realtà dei santi, ma non sono parasacramentali, per cui possono essere tranquillamente maleficate attraverso riti magici in cui si invoca l’azione demoniaca. Quindi è opportuno che anche le immagini sacre siano benedette, per riempirsi di sacralità in quanto segno sacramentale.
E'pericoloso vivere accanto a persone possedute dal demonio ?
Sono l’intensità e la gravità della situazione a suggerire il comportamento da adottare, ma siccome c’è sempre la permissione di Dio, è anche un atto di fede stare vicino a loro. Non bisogna ovviamente provocarle, perché se una persona - pur con le migliori intenzioni di questo mondo - si mette vicino a loro e vuol fare da esorcista, addirittura usando il rituale romano o l’esorcismo di Leone XIII (riservato al sacerdote esorcista), complica terribilmente le cose e si espone a gravissimi rischi.
Se la confessione (sacramento) è più potente dell’esorcismo (sacramentale), perché allora durante l’esorcismo si rende visibile la liberazione - ad esempio con la materializzazione ed espulsione di oggetti dalla bocca - mentre durante la confessione questi fenomeni non avvengono?
La confessione riguarda un rapporto del foro interno della propria coscienza con il Signore, quindi non c’è bisogno di questa spettacolarità, che serve eventualmente a rafforzare la fede del penitente. Il penitente, che si getta ai piedi del sacerdote per chiedere perdono a Dio, ha già maturato in sé un percorso di liberazione dal male, quindi, con la piena avvertenza e il deliberato consenso, vuole essere purificato nell’anima e riconciliarsi con il Signore, per averlo offeso con il peccato come aversio a Deo et conversio ad creaturam, avendo scelto la creatura al posto del creatore. Questa spettacolarità, qualora si verificasse, potrebbe far scambiare la confessione per un atto quasi magico.
I legami coi maghi e col mondo dell’occulto contratti nel passato, che hanno ripercussioni negative anche sul presente, possono essere spezzati automaticamente con una vita sacramentale assidua?
Certamente! Senza la potenza del segno sacramentale non si realizzerebbe nessuna liberazione. Solo la potenza e la forza dell’amore di Dio, che si esprime attraverso i segni della sacramentalità, segni efficaci istituiti per la salvezza dell’anima, può liberare da queste forme di legami con il male.
Perché le donne sono più facile preda del demonio?
La popolazione che frequenta l’esorcista, nella sua stragrande maggioranza è costituita dall’elemento femminile. Questo è un caso curioso e strano, rilevato anche da altri esorcisti. Il pubblico femminile è quello più numeroso, forse perché le donne sono più sensibili all’occultismo e sono più curiose intellettualmente, ma potrebbero anche esserci ragioni psicologiche.
Tratto dal libro "Il diavolo in ginocchio", Patrizia Cattaneo, Ed. Segno.
DON MICHELE BIANCO è nato nel 1966 a Baselice, nei pressi di Benevento, da genitori di profonda fede. Ha appena 25 anni quando, fresco di ordinazione sacerdotale, si inginocchia davanti alle reliquie di San Ciriaco nel Santuario di Torre Le Nocelle, che viene affidato alle sue cure pastorali, ignaro del destino che lo attende.
Un giorno due sconosciute, madre e figlia provenienti dal Piemonte, suonano alla porta della canonica. Hanno sentito parlare della fama di esorcista del martire e diacono San Ciriaco e gli domandano una benedizione. Don Michele non immagina certo che la ragazza reagirà al segno di croce rotolandosi sul pavimento e sollevandosi qualche palmo da terra. Quando capisce che si tratta di un caso di possessione diabolica, brandisce prontamente un crocifisso, che la posseduta spezza con lo sguardo.
Il novello sacerdote, sopraffatto dagli eventi, inizia a pregare con fervore, ottenendo la liberazione della ragazza. Si manifesta così il suo eccezionale dono di liberazione, che risveglia la secolare tradizione legata a san Ciriaco e al Santuario di Torre Le Nocelle.
La gente comincia ad accorrere per farsi benedire, ottenendo in certi casi anche guarigioni straordinarie.
Nel 1994 don Michele Bianco ottiene da Roma la preziosa reliquia del sangue di san Ciriaco, custodita nella chiesa di Santa Maria in Via Lata. Da quel momento le guarigioni e le liberazioni si moltiplicano a dismisura e il luogo diventa meta di pellegrinaggi da ogni parte d’Italia e del mondo.
Don Michele è un sacerdote razionale, dotato di profonda cultura e amante dello studio, nonché docente universitario. È anche perito in re historica et archivistica nella causa di canonizzazione del venerabile Giovanni Palatucci e autore di saggi filosofici e teologici. Avrebbe preferito dedicarsi completamente agli studi, ma l'esercizio dei carismi, che non ha scelto, lo costringe invece ad assecondare solo parzialmente le sue inclinazioni letterarie.
COME CONTATTARE DON MICHELE BIANCO
Per contattare don Michele Bianco per una benedizione o una preghiera è necessario recarsi sul posto e attendere pazientemente il proprio turno. Non riceve per appuntamento né risponde alle lettere (si prega di non interpellare in nessun caso l'autrice di questo sito per chiedere come poterlo contattare in altro modo o per informazioni più dettagliate).
Riceve in linea di massima il pomeriggio durante la settimana e la domenica mattina nella sacrestia del santuario di san Ciriaco. Il giovedì è sempre assente. Il venerdì effettua preghiere di liberazione. Prima di mettersi in viaggio è prudente verificare la sua disponibilità rivolgendosi esclusivamente ai seguenti numeri di telefono:
Carmine Capone
tel. 347 36 22 096 (sacrestano)
Don Clemente Garofano
tel. 347 944 69 56 (diacono)
Indirizzo :
Don Michele Bianco
Santuario San Ciriaco
83030 Torre Le Nocelle (AV)
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